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DJ NOMINATION


Cinque semplici domande poste ad un deejay.

Al termine dell’intervista lui stesso decide chi nominare stabilendo quindi chi sarà il prossimo dj.
L’idea è appena partita da Teddy Romano, nessuno può stabilire che percorso seguirà.

Percorso della Dj Nomination:

TEDDY ROMANO

FEDERICO SCAVO

LUCA GUERRIERI

KELLER

SIMONE CATTANEO

GIANNI MORRI

LUCA CASSANI

SANGIO

MAURIZIO NARI

MAURIZIO GUBELLINI

STEFANO PAIN

GIANLUCA MOTTA

MAURO FERRUCCI

DJ OLIVER (IBIZA)

ALESSANDRO SARSANO

JOSE DE DIVINA (IBIZA)

DJ ELIAS (IBIZA)

TANIA VULCANO (IBIZA)

RENE

FRANCO MOIRAGHI

VIKTOR MARTINI

FRANK MASTER

MARCO FULLONE (RMC)

DJ BENNY

ANTONIO VICEVERSA

FILIPPO MARCHESINI

CRISTIANINO

MARCO CAVAX



Vedi elenco dei migliori dj italiani e internazionali

 

Chi è il deejay? ecco come lo spiega wikipedia:
Sin dal dopoguerra del secondo conflitto mondiale, vennero ad introdursi macchine amplificate elettricamente che sostituivano strada facendo i presidi più prettamente acustici quali i grammofoni, i quali amplificavano la lettura di un solco in vinile semplicemente con l’ausilio di una campana tromboidale posta direttamente sulla puntina stessa. Questa condizione portò ad uno sviluppo di quello che era la diffusione sonora e grazie agli amplificatori, il suono poteva distribuirsi con casse acustiche a funzione elettro-magnetica che aumentavano la potenza di distribuzione e potevano coprire, acusticamente parlando, ambienti più ampi. Le feste che ricorrevano sempre più numerose grazie a questa tecnologia senza necessariamente una band, soprattutto negli Stati Uniti, avevano la funzione della socializzazione tra individui interessati reciprocamente. Tuttavia divenne indispensabile la presenza di una persona che fosse atta alla selezione musicale, in quanto la durata dei vari dischi era comunque limitata e se si voleva una progressione avanzata ai sensi temporali, era quindi importante la presenza di qualcuno che sostituisse i supporti, cioè il disk jockey. Secondo altri la nascita del DJ coincide con i primi esperimenti radiofonici, quando i pionieri delle trasmissioni via radio collegavano dei giradischi a dei trasmettitori. Naturalmente era necessario qualcuno addetto a selezionare tali dischi cioè il DJ con l’uscita allo scoperto della discoteca e l’esportazione in America negli anni sessanta, dove verrà coniato appunto il termine di DJ (disc jockey, letteralmente “fantino dei dischi”).Il primo mixaggio avvenne in una chiesa sconsacrata frequentata da gay a New York, dove il DJ modificò dei piatti Thorens a trazione a cinghia inserendoci il controllo della velocità. I primi due dischi mixati furono un pezzo di Manu Dibango e uno dei Led Zeppelin.

Negli anni settanta, arrivarono la Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera) e la disco music. Insieme alla discoteca, il DJ acquisì sempre più prestigio.

Successivamente arrivarono i tempi del Loft. Nacquero le prime star tra le quali spicca Dave Mancuso[senza fonte], ispiratore di un’intera generazione di frequentatori del suo Loft, lanciando grandi DJ come Larry Levan, Kenny Carpenter, Frankie Knuckles, Nicky Siano, François Kevorkian.

Alla fine degli anni ’70, nacque nei ghetti neri del Bronx e di Harlem un’altra interpretazione dell’arte del DJing: il turntablism, ora una delle discipline della cultura hip-hop, di cui il capostipite è Kool Herc, seguito da Grandmaster Flash che perfezionò le tecniche di mixaggio con due piatti proposte da Kool Herc; questa complessa arte si svilupperà fino a far diventare il giradischi uno strumento musicale, capace di produrre dei suoni con il movimento manuale ripetuto del disco sul platter, il cosiddetto “graffio” della puntina o scratch. Con movimenti sul cross-fader con una mano, e sul disco con l’altra mano i DJ che praticano turntabilism riescono in questo modo a creare note, nuovi ritmi e suoni.

Furono gli americani gli inventori del movimento house music che avvò un filone di musica elettronica, prodotta dal DJ stesso.